all'indice del corso Allegato all'incontro Mar. 7.12.99

Dal sito della P.I. dalla pagina sull'autonomia:
Il Piano dell'offerta formativa definisce i percorsi di flessibilità didattica e organizzativa
Flessibilità: i percorsi individualizzati

Attraverso il Piano dell'offerta formativa l'autonomia costruisce le condizioni giuridiche, organizzative, professionali e di relazione per rendere flessibile l'attività educativa e per migliorarne così l'efficacia. Ciò non vuol dire che crei tutto dal nulla. Nel Piano dell'offerta formativa gli strumenti di flessibilità fanno emergere e consentono di consolidare comportamenti e progetti talvolta già in atto: moltissime istituzioni scolastiche hanno infatti avviato da anni processi di innovazione riuscendo a superare, sia pure con qualche difficoltà, le rigidità proprie del sistema. Oggi tuttavia la flessibilità, sia quella interna alla singola istituzione scolastica sia quella propria dell'intero sistema di istruzione e formazione, è al tempo stesso più necessaria e più facile.
Curricoli flessibili, progettati da docenti messi finalmente in grado di operare in base alle esigenze e alle inclinazioni del singolo studente, conducono quest'ultimo lungo la strada più adeguata perché esprima i talenti che possiede. Le singole scuole dovranno puntare sulla qualità dell'apprendi-mento per tutti: una qualità in grado di affermarsi sostenendo sia difficoltà e disagi sia potenzialità ed eccellenze.
Il successo formativo si rivela infatti attraverso la corrispondenza tra le potenzialità di ciascuno e i risultati che egli ottiene lungo il suo cammino di apprendimento, nella scuola e fuori di essa, nella fase iniziale della sua formazione e nel corso della sua intera esistenza. Anche l'alunno in situazione di handicap ha un successo formativo da conquistare, un successo che consiste nella piena realizzazione delle sue possibilità. È allora indispensabile che ogni processo di insegnamento determini un preciso percorso di apprendimento i cui tempi e i cui traguardi siano perfettamente proporzionati a ciascuno degli allievi a cui si rivolgono.


Il Piano dell'offerta formativa accresce le responsabilità di chi vive e opera nella scuola
Responsabilità: progettare con il consenso

L'elaborazione del Piano dell'offerta formativa implica un forte coinvolgimento e una significativa responsabilità di tutte le componenti scolastiche. Ogni istituto dovrà di volta in volta individuare gli obiettivi formativi e gli strumenti per raggiungerli, dovrà definire le procedure di autovalutazione e di verifica interna in modo da essere sempre pronto a rendere conto delle ragioni delle proprie scelte; dovrà indicare tempi, criteri e modalità di tali azioni anche ai fini della successiva attività di monitoraggio interna ed esterna.
La scuola quindi esprime la propria identità non soltanto attraverso i contenuti del Piano, ma anche attraverso i modi di partecipazione dei soggetti interessati e i meccanismi della progettazione. La condivisione assume perciò un rilievo del tutto particolare per la qualità del Piano dell'offerta formativa. Un progetto elaborato a tavolino da un piccolo gruppo di innovatori che riesce a farlo approvare per il "rotto della cuffia" - con un minimo scarto di voti, magari per la stanchezza degli organi collegiali chiamati a decidere - ha scarse probabilità di essere poi realizzato davvero: in questo modo la scuola non creerebbe le condizioni per vedere avanzare il proprio livello complessivo.
Progettare con il consenso significa allora tenere conto, prima di tutto, di un quadro ampio e variegato di indirizzi, proposte e stimoli.


Il Piano dell'offerta formativa assicura la coerenza e l'integrazione di tutte le scelte e le iniziative
Integrazione: progettare con coerenza

Il Piano dell'offerta formativa non è l'ennesimo progetto ma il progetto nel quale si concretizza il complessivo processo educativo di ogni scuola; in quanto tale, esso supera la logica di una progettazione didattica separata per ambiti specifici e piuttosto mette a fuoco il disegno coerente delle scelte culturali, didattiche e organizzative di ciascun istituto. Esso definisce e illustra l'identità della scuola, in un'ottica pienamente integrata e finalizzata al successo formativo degli alunni. È evidente perciò che non può darsi un modello unico di Piano, valido e applicabile in tutte le scuole; è possibile invece fornire una mappa delle categorie secondo le quali il Piano viene strutturato.


ecco qualche altro pensiero:
Sulle risorse: La scuola cambia. L'autonomia è il terreno sul quale prende forma questo cambiamento. L'autonomia consente di usare in modo più diretto ed efficace le riosorse del sistema scolastico.
Sull'aula: Al centro dell'autonomia c'è l'aula, conta la persona, si insegna con attenzione ai percorsi individuali; conta il risultato, si studia per usare meglio le conoscenze.
Sui rapporti: Con l'autonomia cambiano i rapporti, nella scuola, per realizzare progetti nell'ambito degli obiettivi nazionali; della scuola, per dialogare con altre scuole, con le istituzioni, la società, la cultura e il mondo del lavoro.

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